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| Silvia Calderoni |
Confessioni di un grillino non millitante (2)
« Le opinioni alle quali teniamo di più sono quelle di cui più difficilmente potremmo rendere conto. »
(Henri Bergson, Saggio sui dati immediati della coscienza)
« Se togli le minoranze cosa resta? Niente. »
(Silvia Calderoni, Motus)
Quanti sono i Kabobo d’Italia?
Con questa antonomasia
Beppe Grillo ha lanciato il M5S in un dibattito sull’immigrazione che è
un punto di svolta poltico. Un post superficiale ed elettoralistico da
oltre 3000 commenti e che costituisce un sigillo di vergogna anche per
un grillino non militante come me.
E’ sulla questione dello ius soli, che il M5S mostra tutti i suoi limiti e altrimenti non potrebbe essere per un movimento che fa dell’azione e della tecnocrazia partecipativa la sua forza ma che non è in grado di far evolvere le idee.
Probabilmente
il sistema M5S, sta scrivendo il nuovo Kernel del parlamento e della
politica italiana ed è un sistema aperto in grado di ospitare nuove librerie di software politico
offerte dalle organizzazioni della società civile e farle girare sul
sistema, e veo. Come un sistema operativo Open Source è in grado di
adattarsi a diversi hardware e di presentare diverse distribuzioni
dello stesso sistema nei diversi territori ma sulle questioni dove la
tecnica non può sueprare i propri limiti perchè sottomessa alla mera
volontà politica, li, il M5S, per ora va in crash.
Il dibattito sullo ius soli e le questioni legate all’immigrazione sono l’esempio.
Qui
non si tratta di leggere constatare che ormai l’aria è irrespisrabile e
sarebbe meglio fare qualcosa riorganizzando il sitema della produzione
dell’energia, dei trasporti e dei rifiuti, ne si tratta di stimare come
la corruzione e l’intaoccabilità di burocrati e politici stia di fatto
affamando un paese. Con il minimo sindacale di onestà intellettuale sono
cose lapalissianamente evidenti a tutti.
Sull’immigrazione
si tratta invece di ragionare sul concetto di differenza e di razza e
di stabilire se la differenza sia tema che può sottostare allopportunità
economica e politica e non sia invece cocnetto costitutivo dell’idea di
‘umanità’, costi quel che costi.
Su questo terreno a differenza di altri punti programmatici il M5S sta improvvisando, commettendo lo stesso errore dei partiti.
La
mancanza di una Cultura nella politica e nelle sue strutture. Dai
partiti alle parti sociali passando attraverso il sistema dei media che
questi due organismi si sono spartiti è sparito il pensiero,
l’elaborazione teorica. I riferimenti culturali si sono cristallizzati e
sono stati utilizzati solo come feticcio per il dibattito mediatico. I
partiti hanno smesso di studiare filosofia e si sono iscritti in massa a
scienze della comunicazione senza capire che comunicare è fondamentale
ma più bravo sarai a farlo più forte sarà l’eco che riempirà il vuoto
lasciato dalle tue idee. I partiti sono diventati macchine perfette per
urlare al mondo il loro niente.
Sulla questione della differenza (e della differance), Jaques Derrida ha già detto se non tutto, quasi e non ci avventureremo oltre: ça va sans dire.
E' ovvio che non si da diversità se non attraverso il discrimine ma il punto è cosa se ne vuole fare di questa diversità e della discriminazione.
C’è
chi sostiene in area M5S (Benettazzo) che l’integrazione sia una utopia
spacciata alle masse da gruppi di potere globali per depauperare e
governare singole popolazioni nel malaugurato caso si trovassero sui
territori oggetto dell’appetito insaziabile del capitalismo
ultraliberale. Roba da destra insomma e da leghisti che, orfani dei
propri ideologi e delle loro truppe cammellate, stanno facendo fagotto
migrando in massa nelle schiere del M5S.
Siamo
d'accordo sul fatto che il capitalismo dopo aver fagocitato l'ideologia
delle 'classi' sociali non ha remore a sfruttare il multiculturalismo
ai propri scopi. Qualsiasi ideologia (falsa coscienza)
serve a giustificare il potere e il capitalismo è particolarmente abile
a fagocitare idee condivise dalla massa, confezionarle e farne prodotto
di consumo. Un’idea per il capitale è come il maiale non si butta via
niente.
Ma
a parte la contraddizione di un pensiero liberale che fa muovere senza
limiti i fattori della produzione merci e capitali ma non il fattore
lavoro o meglio lo fa muovere, lo sfrutta e poi lo sanziona
dichiarandolo clandestino e riempiedo le patrie galere, non è scritto in
alcun codice genetico né in nessuna legge del sistema economico che,
multiculturalimo, integrazione e politiche di apertura ed inclusive
siano depauperanti, anzi. Direi il contrario.
Prima però sgomberei volentieri il campo dall’equivoco che porta i sostenitori del ‘razzismo no ma ognuno a casa sua’
a tacciare qualsiasi riflessione in materia come sterile esercizio
intellettuale e utopico. L’esercizio intellettuale è il contrario esatto
della sterilità; è seme fertile. L’assenza di pensiero invece fa di
solito terra bruciata.
L’apertura
al multiculturalismo può essere solo espressione di un atto di volontà
politica (non esiste alcuna legge economica che lo determini), una
scelta deliberata e consapevole se si vuole che non sia foriero di
morte e sofferenza.
Regolare i flussi di immigrazione nel rispetto della dignità umana è cosa che non può essere soggetta a condizioni di reciprocità
o a qualsiasi altro concetto che sottintende un approccio
utilitaristico nella determinazione della volontà politica. Questo vale
per qualsiasi differenza: di genere, di etnia, di religione, di
orientamento sessuale ecc... E’ scritto nella costituzione.
E'
in atto un processo di semplificazione della questione identitaria ch
viene spostata, elusa o esasperata a seconda delle opportunità
elettorali.
Questo atteggiamento è troppo pericoloso e la responsabilità del M5S
è troppo grande per non intervenire in maniera chiara. Il M5S non è la
Lega Lombarda, non ha un limite territoriale nel suo nome entro cui
sfruttare il capitale di consenso arrecato dalla semplificazione sul
tema immigrazione e cavalcare la xenofobia è un azzardo.
Per sua natura questafobia tende ad essere incontrollabile una volta liberata in spazi aperti.
Non
solo offre una semplificazione e un catalizzatore per lo sfogo delle
frustrazioni ma la incarna in un determinato gruppo di individui deboli
e semplici da colpire. Da li alla violenza il passo è breve e
irreversibile.
La
questione della cittadiananza e dell’immigrazione è costitutiva per un
movimento che ha sostituito la parola Onorevole con quella di Cittadino
promovuoendo la seconda ad un livello che non le competeva prima. E
l’unica politica possible è quella dell’inclusione e dall’accettazione.
Per non parlare del fatto che in chiave Europea la politica estera per
il M5S possible è quella che vede l’Italia Protagonista dell’apertura al
Mediterraneo piùttosto che l’asservimento alla MittelEuropa. Se il M5S
non riflette a fondo su questo tema è destinato al fallimento
Le
migrazioni sono un dato costitutivo della vita di uomini e animali. Se
dal centro dell'Africa i primi uomini a camminare in maniera eretta non
si fossero spostati nel centro dell’asia e dell’europa oggi non
esisterebbe alcuna razza umana. La differenza delle razze è una
condizione di esistenza e il movimento delle masse umane è la condizione
per il suo rigenerarsi. Si chiama biodiversità.
Ma la questione dell’immigrazione pone problemi pratici che mettono in crisi il concetto di Cittadinanza e di Stato.
Il
problema è stabilire quali forme e pratiche culturali hanno diritto di
cittadinanza rispetto ad a quelle condivise in un dato territorio e
quali no e misurare il gradi di questa condivisione. Quali possono
convivere e quali devono restare separate?. In qualche maniera il
discorso sull’integrazione e sulla cittadinanza è intimamente legato ad
un discorso sulla separazione e quando il politica entra la parola separazione non è mai una bella notizia. Mai.
Chi ha il diritto di decidere se uno straniero può entrare nel territorio dello Stato e diventare Cittadino?
E per il cittadino qualsi sono le pratiche culturali ammesse nella sfera della privacy e quali sono invece sanzionabili?
Se
ottenere la cittadianza è comunque un fatto legato al rispetto delle
regole e leggi, il concetto di clandestinità non finisce per negare a
priori l’universalità del diritto di cittadinanza?
E potremmo andare avanti con le domande che ahimè fino a non più tardi di un ventennio fa erano retoriche.
Il punto è che muovendoci sul discrimine dei concetti, lungo la differance, per risolvere il problema dobbiamo ricorrere ad un terzo concetto superiore e (ooops, guarda un po’) diverso: la dignità umana riflessa nei diritti universali dell’uomo.
Su questo terreno dobbiamo registrare un arretramento devastante se non
un annullamento di tutto il dibattito da parte delle forze politiche.
Bene,
non riconoscere la cittadinanza a diverse culture è semplicemente
porsi al di fuori del rispetto dei diritti umani universali.
Va da se che l'unica via possible per una politica in materia e per la norma è che usare un approccio inclusivo e non esclusivo.
Facciamo
l'esempio banale del crocifisso a scuola. Non ho mai capito perchè la
sinistra si sperticasse per toglierlo (va ben in nome della laicità
dello stato) e i cattolici per tenerlo però impedendo l'uso di altri
simboli. Perchè non dare invece pari dignità a tutte le rielgioni e
rimpire la parete dell’aula con tutti i simboli e dare via ad un
dialogo. Per i laici andrebbe nene la bandiera nazionale, o no? Perchè
ad esempio nelle scuole non introdurre meidatori culturali, potenziare
le competenze linguistiche e fare in modo e maniera che questo benedetto
dialogo tra culture si conceretizzi piuttosto che essere lasciato in
balia di agit prop o di mass media?
Dalla politica ci si aspetta un diverso respiro e non posizioni di rincalzo assurde come quella che recita: “tutti a casa e via”
indirizzato ad anelli deboli della società. Gli immigrati non sono la
Kasta ma sottoproletariato urbano che delle minacce e delle sanzioni se
ne frega e perchè non ha ricchezza da perdere e perchè e arrivato sul
territorio italiano a rischio della vita.
Il M5S non ha spezione per dottrine Giovannardi.
Sul
terreno dell’immigrazionel M5S sta operando una inversione logica.
L’inciucio popolare. Elettori di destra e sinistra non fa differenza la
causa del male sono gli immigrati e le politiche irresponsabili dei
partiti “tutti a casa e via”.
Da
un movimento ancora più che da un partito mi aspetto che sia proprio
sul fronte delle idee che arrivino i maggiori contributi all’innovazione
del pensiero politico a prescindere dai calcoli elettorali. Per quello
c’erano già i partiti, appunto.
E
necessario riflettere sulle contraddizioni interne di un movimento che
fa dell’acqua pubblica e delle questioni ambiantali un punto
fondamentale del programma così come dell’apertura e della cittadinanza
digitale una bandiera.
La rete abolisce i confini e noi vogliamo alzare frontiere?
Se l’acqua è pubblica ed è un diritto dell’uomo, dato un ruscello, un cittadino ha diritto di bere e un clandestino no?
Come
si possono garantire i diritti umani se si pongono gli uomini in uno
status giuridico illegale per definizione inventando il reato di clandestinità?
Il
movimento deve restare tale e se proprio deve fare i conti con
l’elettorato superando le categorie di destra e sinistra non lo può fare
a prescindere dalle idee.
Rastrellare i voti a destra del parlamento va bene ma le idee no, grazie.
O la politica è in grado di formare il consenso o non serve a nulla spostarlo e basta. Senza inclusione non c’è futuro.
Un movimento è una migrazione







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