Caro Beppe,
ti do del tu non so nemmeno io perché, forse perché, essendo genovese anche io, la tua voce, la tua figura mi accompagnano sin dall'infanzia, quasi come quella di un papà e ti sento in qualche modo vicino. Odio il paternalismo in politica ma mi sto convincendo che ormai sia un segno inevitabile di questi tempi malandati. Nutro molta stima per la scelta coraggiosa che hai fatto.
come milioni di persone credo che il M5S e la tua voce siano l'unica ancora di salvezza per questo paese ma non politica, per quella siamo spacciati: l'economia e il deficit di democrazia a livello europeo ci condannano. Io parlo di una salvezza culturale. La non violenza, l'ambientalismo, la moratoria sulla corruzione dilagante, la cultura dell'apertura (opennes) della rete e la cittadinanza digitale, il rinnovamento della rappresentanza e le forti dosi di investimento in democrazia diretta mi sembrano quanto di più avanzato la politica di questo paese possa ragionevolmente esprimere dopo un ventennio di degrado culturale impressionante, dopo un'era gelida di berlusconismo e leghismo.
E' per questo che ti scrivo dopo aver letto le assurde parole su Kabobo apparse sul tuo Blog.
Non so dirti l'effetto che mi hanno fatto, qualcosa di simile ad aprire la porta di casa e trovarci un esercito di zombi che pasteggiano con le membra di amici e parenti. Ecco una cosa così, alla Dario Argento.
Caro Beppe, ti prego di far resuscitare quelle persone e i loro sogni che stai facendo affogare in un incubo senza senso venendo meno proprio a quel bisogno vitale che abbiamo in italia di parole nuove, una cultura nuova lontana milioni di anni luce da qualsiasi razzismo, revisionismo, omofobia, teologia e ideologia mortifera. A che serve parlare di openness, di rete e cittadinanza digitale se poi si cade nel razzismo più bieco. E non usiamo inutili giri di parole perché di razzismo si tratta nel post che hai scritto, un razzismo che ha immediatamente fatto germinare commenti putrescenti come le menti che li hanno partoriti, parole che hanno fatto germinare vermi su cadaveri in decomposizione che striscianti pensano di ripulire il paese dai suoi problemi fagocitando qualsiasi ragione umana e le sue tracce di disperazione.
L'Apertura delle menti, dei parlamenti, delle reti, non si concilia con la richiesta di chiusura delle frontiere. E' proprio la chiusura delle frontiere, la chiusura al diverso, la matrice della violenza dalla quale tu stesso dici di difenderci.
Non si può fare una bandiera della biodiversità se poi si chiede la chiusura alla contaminazione delle culture. Kabobo è espressione massima della biodiversità, è un uomo, è africano, la sua natura e la sua esistenza è la testimonianza del rispetto per la natura e per la terra. Kabobo la natura ce l'ha scritta nel DNA come noi tutti.
Non è innocente Kabobo e le vittime meritano giustizia ma tutti, vittime, colpevoli, innocenti, tutti meritiamo parole vere, pensieri chiari e quelle scritte sul blog non lo sono. E un gioco sporco e pericoloso Beppe che non si può tollerare, altrimenti Beppe, la violenza, quella vera, non quella di migrante folle ma quella etnica e razziale che abbiamo già vissuto in questo paese e non lontano da qui nei balcani non molto tempo fa. Per questo Beppe spero che come sai fare tu spesso, scriva parole diverse, chiedendo scusa, rilanciando l'appello per l'apertura e la multiculturalità di cui abbiamo bisogno per sperare in un futuro.
Non lasciarci sul baratro della paura. non ora. Sottoscrivi anche tu questa lettera aperta.






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