il testo si è frantumato, solido, liquido e gassoso non risponde più alle leggi newtoniane, fluisce ed evapora e non è mai stato così vivo. Si infila in ogni interstizio mediatico e percettivo, tra il senso e il non senso, attaccando gli occhi, le orecchie, la bocca di chi legge attonito davanti ad un monitor convinto di non capire e pur sapendo, ogni giorno di più cos'è successo ad un personaggio o alla sua persona. crollano parole come calcinacci in pozzanghere di sapere che schizzano segni su infiniti spazi di pubblicazione senza geografia e con un click scriviamo, ignari dentro un cookie una storia, un desiderio che ritroviamo spiattellato su una home page qualsiasi, nella buca delle lettere come augurio di natale, in un trillo del telefono cellulare. Pronto, siamo editori, possiamo scriverle addosso qualcosa? Non ci penso nemmeno, come vi permettete? Ma come signore, lei, giusto ieri, ha scritto su di noi. Oh per bacco e quando mai, non saprei, comunque, va bene, facciamo presto, che ho fretta, andiamo, cosa vuol sapere?. Niente più di quello che non sappiamo già ma vorremmo ribadisse.
Un'intervista, un commento. Su cosa? Su cosa ne pensa. Di cosa? Di qualsiasi cosa. Penso che sia tutto un non sense da call centre. E' già qualcosa, lo scriveremo, prenderemo nota, la sua mail? Avete già il telefono, per dio, non vi basta? Non si sa mai
28 marzo, 2013
new ton
Posted on 13:57 by Judo Birra e Rock
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