23 dicembre, 2012

L'editoria emergente

Le leggi che governano l'infinitamente piccolo, il mondo degli atomi non sono le stesse che governano quelle del mondo macroscopico nel quale ci muoviamo. Anche chi non comprende nulla di fisica, come me, questo, ormai, lo ha capito. A fare la differenza è l'organizzazione, la forma. Ciò che si muove nel mondo sub-atomico ed è identificabile con misura approssimativa, aggregandosi, cristallizzandosi in una architettura prende forma e si fa oggetto o soggetto, tangibile, osservabile.La realtà nasce da un continuo mutare di fasi, di cambiamenti di stato. Da gassoso a liquido, da liquido a solido e ritorno. Dalla fisica quindi mutuiamo una suggestione, un parallelo, una metafora, una allegoria. Internet e la continua produzione di dati senza alcuna struttura potrebbe obbedire alle leggi che regolano l'infinitamente piccolo. Intercettarli, raccogliergli e dargli forma gli fa acquisire un senso intellegibile e li trasforma in oggetti manipolabili nel nostro macro-mondo. E' per questo che ci si disorienta in questo mare magnum. Dare forma a queste particelle di senso che compongono l'ecosistema informativo, comprendendo le leggi che governano l'infinitamente piccolo, sarà questa la sfida degli editori del futuro? E arrivato il tempo dell'editoria emergente. 

0 commenti:

Posta un commento